Long Tailed Chinchilla (Chinchilla lanigera)
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IUCN · extinct in the wild

Long Tailed Chinchilla

Chinchilla lanigera

Foto: Guérin Nicolas (messages) / CC BY-SA 3.0

Il cincillà dalla coda lunga è uno dei casi più drammatici della storia della conservazione dei mammiferi: un roditore apprezzato per la pelliccia più morbida di qualsiasi mammifero terrestre — con oltre 50 peli che spuntano da un singolo follicolo — fu cacciato così spietatamente che nei primi decenni del Novecento vennero esportati dal Cile oltre 21 milioni di pelli, lasciando la specie per anni ritenuta estinta in natura [Jiménez 1996]. Oggi sopravvivono solo poche piccole colonie frammentate nelle montagne semiaride del Cile centro-settentrionale, e la specie è classificata come CR dall'IUCN nell'ambito della sua storia valutativa per il genere Chinchilla, con l'ultima valutazione pubblicata che stima circa 5.350 individui maturi distribuiti in un areale residuale minuto [Roach & Kennerley 2016]. Creduta perduta per sempre, il cincillà dalla coda lunga sopravvive oggi come fragile emblema di recupero e rischio.


Biologia e Identificazione

Chinchilla lanigera (Molina, 1782) è un roditore isterciomorfo di medie dimensioni appartenente alla famiglia Chinchillidae, ordine Rodentia, e una delle due specie viventi del genere Chinchilla, insieme al cincillà dalla coda corta, C. chinchilla [Spotorno et al. 2004]. Gli adulti hanno una lunghezza testa-corpo di circa 225–380 mm e una coda comparativamente lunga e ben folta di circa 75–150 mm — il tratto che lo distingue dal congenere dalla coda corta [Animal Diversity Web 2014]. Le femmine sono il sesso di maggiori dimensioni e socialmente dominante, raggiungendo fino a circa 800 g, mentre i maschi hanno un peso medio intorno ai 500 g [Animal Diversity Web 2014].

Il manto è di una densità straordinaria, producendo il caratteristico mantello grigio-bluastro con le punte nere che alimentò il commercio delle pellicce; le parti inferiori sono più chiare, di un bianco giallastro [Spotorno et al. 2004]. Orecchie grandi e arrotondate, occhi prominenti e scuri con pupille a fessura verticale, e robusti arti posteriori adattati al salto tra le rocce sono tratti caratteristici della specie [Animal Diversity Web 2014].

I cincillà sono animali prevalentemente crepuscolari e notturni, di indole coloniale, che si rifugiano in fessure rocciose e tane [Spotorno et al. 2004]. La loro dieta è dominata da vegetazione erbacea e legnosa, tra cui graminacee perenni, con semi e altri materiali vegetali assunti in maniera stagionale [Spotorno et al. 2004]. La riproduzione è relativamente lenta per un roditore: la gestazione dura circa 105–115 giorni e le nidiate comprendono tipicamente due o tre piccoli precoci, con fino a due parti l'anno [Animal Diversity Web 2014]. Questa combinazione di bassa produttività riproduttiva e forte specializzazione dell'habitat rende le popolazioni selvatiche lente a recuperare le perdite [Jiménez 1996].


Habitat e Areale

Il cincillà dalla coda lunga è endemico del Cile, dove occupa le aride e aspre catene montuose trasversali della porzione centro-settentrionale del paese, principalmente nella Regione di Coquimbo e nelle aree adiacenti [Valladares et al. 2014]. L'habitat tipico è costituito da terreni rocciosi o sabbiosi con rada copertura di arbusti spinosi, cactus sparsi e chiazze di bromelie succulente, generalmente tra i 400 e i 1.650 m di quota, dove i crinali trasversali collegano la cordigliera costiera alle Ande [Spotorno et al. 2004].

L'areale storico era ben più esteso. L'intensa caccia commerciale tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento ridusse la distribuzione a una manciata di frammenti isolati, e per un certo periodo la specie selvatica fu temuta estinta fino alla conferma di colonie sopravvissute negli anni Settanta [Jiménez 1996]. Ricerche sul campo successive, comprese indagini più recenti con fototrappole e trappolamenti a vivo, hanno affinato la distribuzione nota e individuato ulteriori piccole colonie, ma la specie rimane confinata in un arcipelago gravemente frammentato di patch di habitat con un'area di occupazione stimata nell'ordine di qualche decina di chilometri quadrati [Valladares et al. 2014; Roach & Kennerley 2016]. Gran parte di questo areale residuo ricade su terreni privati e non protetti, mentre il principale baluardo protetto si concentra in un'unica riserva nazionale [Roach & Kennerley 2016].

In conformità con la politica NRWL sulle specie sensibili, le localizzazioni specifiche dei siti, i dettagli sui movimenti stagionali e le coordinate di tane o rifugi non vengono divulgati in questo articolo.


Stato di Conservazione

Il cincillà dalla coda lunga è classificato come CR nella scheda di valutazione IUCN del genere Chinchilla; nella valutazione della Lista Rossa del 2008 fu categorizzato come In Pericolo Critico, a riflettere un declino della popolazione stimato superiore al 90% nell'arco di tre generazioni, dovuto alla caccia e alla perdita di habitat [Roach & Kennerley 2016]. La valutazione pubblicata più recentemente stima circa 5.350 individui maturi, distribuiti tra poche piccole colonie isolate, e documenta un declino in atto attribuito alla continua degradazione dell'habitat [Roach & Kennerley 2016]. La popolazione selvatica è considerata gravemente frammentata, con un'area di occupazione molto ridotta che colloca la specie ad alto rischio di estinzione secondo i criteri basati su areale e declino [Roach & Kennerley 2016].

La specie gode di ulteriore protezione internazionale: Chinchilla lanigera è inserita nella CITES Appendice I, la categoria più restrittiva, che vieta il commercio internazionale a fini commerciali di esemplari di origine selvatica (le forme domestiche sono trattate separatamente) [CITES 2024]. All'interno del Cile, il cincillà è legalmente protetto dalla caccia dal 1929 [Roach & Kennerley 2016].

La struttura delle popolazioni regionali è una delle principali preoccupazioni per la conservazione. Le colonie superstiti si comportano come una fragile metapopolazione in cui piccoli gruppi isolati sono vulnerabili all'estinzione locale e limitati dalla ridotta connettività; la perdita di una singola colonia rappresenta quindi una perdita sproporzionata dell'intera popolazione selvatica globale [Valladares et al. 2014; Jiménez 1996].


Minacce

  1. Pressione venatoria storica e residua. Lo sfruttamento commerciale per il commercio delle pellicce fu la causa originaria del collasso, con decine di milioni di pelli esportate nei primi del Novecento; nonostante la protezione legale, il prelievo illegale residuo e il retaggio del passato sovrautilizzo continuano a frenare il recupero [Jiménez 1996].

  2. Distruzione e degradazione dell'habitat. Il pascolo del bestiame, l'estrazione di legna da ardere e la conversione delle aree arbustive riducono e frammentano la rada vegetazione da cui i cincillà dipendono per l'alimentazione e il rifugio [Roach & Kennerley 2016].

  3. Attività minerarie e infrastrutture. L'estrazione mineraria e lo sviluppo infrastrutturale associato nelle vicinanze delle colonie superstiti minacciano l'integrità dell'habitat e la connettività nell'areale ristretto della specie [Roach & Kennerley 2016].

  4. Popolazioni piccole e frammentate. Con colonie isolate e in numero ridotto, la specie è esposta ai rischi demografici e genetici tipici delle popolazioni molto piccole, tra cui una ridotta resilienza agli eventi stocastici [Valladares et al. 2014].

  5. Erbivori introdotti e competitori. Il pascolo di animali domestici e inselvatichiti come le capre degrada la limitata base alimentare e può ostacolare il recupero della vegetazione nativa nell'habitat occupato [Roach & Kennerley 2016].

Le categorie sopra descritte illustrano i meccanismi di declino a livello di popolazione e habitat; questo articolo non fornisce alcun dettaglio operativo che possa facilitare danni alla specie.


Cosa Si Sta Facendo

Il cardine della protezione in situ è la Reserva Nacional Las Chinchillas, istituita nel 1983 nel settore di Aucó nella Regione di Coquimbo e amministrata dalla Corporación Nacional Forestal (CONAF) cilena. Rimane l'unico sito formalmente protetto dedicato alla salvaguardia delle colonie selvatiche di Chinchilla lanigera [CONAF 2023]. La sua creazione ha fatto seguito alla protezione legale nazionale della specie nel 1929 e alla riscoperta di colonie selvatiche sopravvissute negli anni Settanta [Roach & Kennerley 2016; CONAF 2023].

I controlli internazionali sul commercio rafforzano queste misure nazionali: l'inserimento della specie nella CITES Appendice I vieta il commercio commerciale di esemplari selvatici oltre i confini [CITES 2024]. Le azioni di conservazione raccomandate e in corso, identificate nella valutazione scientifica, comprendono l'espansione delle aree protette, il ripristino degli habitat degradati, la gestione della pressione del pascolo e il sostegno alle comunità locali attraverso l'educazione e mezzi di sussistenza alternativi per ridurre i conflitti sull'uso del suolo [Roach & Kennerley 2016].

La ricerca sul campo e il monitoraggio hanno inoltre fatto avanzare la comprensione della metapopolazione superstite, grazie a indagini che hanno individuato colonie finora non documentate e chiarito la distribuzione frammentata della specie [Valladares et al. 2014]. Iniziative di organizzazioni non governative e zoo — come i progetti di ripristino dell'habitat e di educazione nell'areale cileno — hanno contribuito alla divulgazione e al lavoro di conservazione applicata a sostegno della riserva e delle comunità adiacenti [Save the Wild Chinchillas 2024].


Come i Lettori Possono Aiutare

I lettori interessati a sostenere la conservazione del cincillà selvatico possono contribuire in diversi modi concreti. Le osservazioni verificate di fauna selvatica cilena possono essere registrate su piattaforme di citizen science aperte come iNaturalist e GBIF, che aiutano i ricercatori a mappare la distribuzione delle specie nel tempo. Scegliere di non acquistare prodotti derivati da pellicce di origine selvatica, e sostenere politiche trasparenti di etichettatura e controllo del commercio, allinea il comportamento dei consumatori alle protezioni CITES Appendice I della specie [CITES 2024]. I lettori possono anche seguire e amplificare il lavoro dei gruppi di ricerca consolidati e dei gestori delle aree protette, compreso l'impegno conservazionistico di lungo periodo associato alla Reserva Nacional Las Chinchillas [CONAF 2023]. Impegnarsi nella divulgazione scientifica, condividere informazioni accurate sullo stato della specie e sostenere i programmi di ripristino dell'habitat e di educazione nell'areale della specie sono tutti contributi significativi [Save the Wild Chinchillas 2024]. Poiché le colonie superstiti sono piccole e sensibili, i visitatori delle aree interessate dovrebbero rispettare le norme di accesso ed evitare di disturbare la fauna selvatica o l'habitat.


Ultima verifica: 2026-06-10

Stato di conservazione al momento della stesura: In Pericolo Critico (IUCN Red List, 2016)


Riferimenti

[Animal Diversity Web 2014]     Roberts, M. (2014). Chinchilla lanigera (chinchilla). Animal Diversity Web, University of     Michigan Museum of Zoology.     https://animaldiversity.org/accounts/Chinchilla_lanigera/

[CITES 2024]     CITES (2024). Chinchilla lanigera — Appendix I. Convention on International Trade in     Endangered Species of Wild Fauna and Flora, Species+/Checklist of CITES Species.     https://cites.org/eng/taxonomy/term/1466

[CONAF 2023]     Corporación Nacional Forestal (2023). Reserva Nacional Las Chinchillas. Gobierno de Chile.     https://www.conaf.cl/parque_nacionales/reserva-nacional-las-chinchillas/

[Jiménez 1996]     Jiménez, J.E. (1996). The extirpation and current status of wild chinchillas Chinchilla     lanigera and C. brevicaudata. Biological Conservation, 77(1), 1–6.     https://doi.org/10.1016/0006-3207(95)00116-6

[Roach & Kennerley 2016]     Roach, N. & Kennerley, R. (2016). Chinchilla lanigera. The IUCN Red List of Threatened     Species 2016: e.T4652A22190974.     https://dx.doi.org/10.2305/IUCN.UK.2016-2.RLTS.T4652A22190974.en

[Save the Wild Chinchillas 2024]     Save the Wild Chinchillas (2024). Wild Chinchillas: conservation, research, and habitat     restoration in Chile.     https://www.savethewildchinchillas.org/

[Spotorno et al. 2004]     Spotorno, A.E., Zuleta, C.A., Valladares, J.P., Deane, A.L. & Jiménez, J.E. (2004).     Chinchilla laniger. Mammalian Species, 758, 1–9.     https://doi.org/10.1644/758

[Valladares et al. 2014]     Valladares, P., Zuleta, C. & Spotorno, Á. (2014). Chinchilla lanigera (Molina 1782) and     C. chinchilla (Lichtenstein 1830): review of their distribution and new findings. Animal     Biodiversity and Conservation, 37(1), 89–93.     https://doi.org/10.32800/abc.2014.37.0089

Le informazioni presentate sono di natura editoriale; le citazioni rimandano alla fonte originale. I contenuti educativi di NRWL non costituiscono consulenza medica né legale. I ricercatori con credenziali verificate che necessitano di dati di localizzazione precisi per una specie sensibile possono contattare direttamente il Comitato Scientifico di NRWL.

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